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Route66: itinerario consigliato lungo la Mother Road.

The Mother Road è l’incarnazione del sogno americano. Gli appassionati di viaggi on the road e chi si è entusiasmato con le avventure di Jack Kerouac, almeno una volta nella vita hanno sognato di attraversare la Route66. Il suo fascino intramontabile richiama ogni anno avventurieri e sognatori da tutto il mondo. Ma, che sia in auto, in moto o in camper è molto importante pianificare bene l’itinerario.

Il percorso della Route66 va da Chicago a Santa Monica, è lungo circa 4000 km, e attraversa ben 8 Stati. E’ importante quindi calcolare adeguatamente le distanze tra una tappa e l’altra, a meno che non si abbia molto tempo a disposizione.

In caso contrario, è bene tenere conto di alcuni aspetti importanti. In molti tratti la strada risulta scorrevole e pianeggiante. Per altre il percorso si fa più impegnativo. I distributori di benzina e i negozi di generi alimentari hanno prezzi molto più alti quanto più ci si allontana da grandi centri abitati. Questi sono solo due dei fattori da considerare.

Inoltre, bisogna prestare particolare attenzione alla segnaletica. La Historic Route66 è stata, infatti, sostituita sulle mappe da moderne Interstate che corrono parallele alla strada originaria.

In questo articolo proverò a suggerirti un itinerario che richiede almeno due settimane di tempo. Seguendo questo percorso avrai la possibilità di scoprire le origini di questa mitica strada, attraversando località che sembrano essersi fermate nel tempo e dove si respira quel grande desiderio di libertà che la Route66 infonde a chiunque decida di percorrerla.

Chicago, The Windy City

Il viaggio comincia nella Windy City, la culla dell’architettura americana. Chicago è una città da esplorare tutta col naso all’insù, ammirando edifici che portano la firma di Frank Lloyd Wright, come il Rookery Building. Non perderti una passeggiata a Grant Park, dove Obama ha tenuto il suo primo discorso da presidente. Fai shopping al Magnificent Mile e assaggia la deep dish pizza, accompagnata da una refrigerante draft beer. Puoi ammirare Chicago anche dall’alto di uno dei suoi osservatori panoramici, come il 360Chicago o la Willis Tower, dove avrai una fantastica vista sulla città e sul Lake Michigan. Non puoi lasciare Chicago senza prima aver ascoltato musica dal vivo in uno dei suoi Jazz o Blues Club. Un’esperienza davvero emozionante.

Dopo aver esplorato Chicago è tempo di intraprendere il tuo viaggio sulla Route66. Il punto di partenza è segnato da un cartello su Adam Street, all’incrocio con Michigan Avenue.

Da Chicago a Springfield (Illinois)

Da qui la strada si immerge in un’atmosfera d’altri tempi. Lungo il percorso incontrerai degli strani giganti in fibra di vetro che imbracciano missili, cartelli dal gusto retrò e stazioni di servizio d’epoca. A Pontiac fai una sosta per ammirare gli iconici murales che hanno reso famosa questa cittadina. Prosegui fino a Springfield, città dove il presidente Lincoln visse per circa 20 anni, prima di trasferirsi alla Casa Bianca. La Lincoln Home è molto più di una dimora: è un vero e proprio viaggio nella vita di quest’uomo, che sognava di rendere grande la Nazione. Tutto è stato conservato proprio come all’epoca in cui il presidente vi risiedeva.

Da Springfield a St. Louis (Missouri)

Lascia Springfield e attraversa il confine con il Missouri. Prima di arrivare a St. Louis fermati a Staunton e fai tappa al leggendario Henry’s Rabbit Ranch a Staunton, un posto molto singolare, colmo di souvenir e memorabilia della mitica strada, e conigli.

A St. Louis si trova uno dei tratti più affascinanti della Route66. L’Old Chain of Rock Bridge è un grande ponte pedonale che attraversa il fiume Mississippi in un tratto della Mother Road. E’ possibile percorrerlo a piedi o in bicicletta. A St. Louis è impossibile non restare colpiti difronte alla sua architettura simbolo, il Gateway Arch. Questo enorme arco in acciaio inossidabile è stato costruito in memoria del Presidente Jefferson. Grazie a un tram è possibile salire fino alla cima dell’arco per ammirare la città dall’alto. Di sera, fai tappa in uno dei tanti locali di blues della città, per rivivere gli anni d’oro di questo genere musicale.

Da St. Louis a Springfield (Missouri)

Alle porte di St. Louis, proseguendo verso un’altra delle tante Springfield degli Stati Uniti, incontrerai la cittadina di Kirkwood, storica residenza di Frank Lloyd Wright e sede del Museum of Transportation, che ospita la ricostruzione di un caratteristico motel dei tempi d’oro della Route66. Lungo il percorso si susseguono vecchie insegne al neon e piccoli motel che hanno mantenuto l’aspetto di un tempo. Non mancano le curiosità: a Fanning potrai ammirare la sedia a dondolo più grande al mondo. A Rolla il Totem Pole Trading Post, in attività dal 1933 vende qualsiasi tipo di cineseria. Tappa finale di questo tratta di Route66 di circa 3 ore è Springfield, riconosciuta come il luogo di nascita della Mother Road.

Da Springfield a Tulsa (Oklahoma)

Da Springfield, dopo un breve tratto in Kansas, la Route66 giunge nello Stato di Oklahoma. E’ il tratto più lungo della Mother Road. Entriamo nei paesaggi di Furore di Steinbeck. Sono le grandi praterie un tempo solcate solo dai nativi. Lungo il percorso si incontra il Totem Pole Park, dove campeggiano grandi figure rese note proprio dagli indiani. Alle porte di Tulsa ti accoglierà una grossa balena gigante, uno dei simboli più noti della Route66, la Catoosa Whale. A Tulsa è evidente l’impronta dell’industria del petrolio, qui divenuta un’economia molto fiorente e sottolineata dalla presenza del Golden Driller, un’enorme statua di un operaio addetto all’estrazione dell’oro nero.

Da Tulsa a Oklahoma City

Il tratto che attraversa l’Oklahoma è quello più ricco di oggetti kitsch. Grandi insegne al neon segnalano la presenza di storici motel, antichi distributori e grandi granai, come l’Old Roun Barn di Arcadia. Sempre qui, una enorme struttura a forma di bottiglia rende il POPS immediatamente riconoscibile: si tratta di un ristorante noto per la sua grande selezione di bevande gassate. Oklahoma City è la città dove rivive la mitica epopea dei cowboy. Al National Cowboy & Western Heritage Museum trovi stivali, cappelli e tantissimi cimeli d’epoca legati alla vita da mandriani. Nel quartiere di Bricktown, una vivacissima zona con ex magazzini riconvertiti in bar, ristoranti e musei, non lasciarti scappare l’occasione di assaggiare un’ottima bistecca. Prima di entrare in Texas fai tappa a Texola, la città più a ovest dell’Oklahoma. Una città fantasma che accoglie i visitatori con un grande cartello: “NO PLACE LIKE TEXOLA“.

Da Oklahoma City ad Amarillo (Texas)

Dopo aver lasciato Texola, ti attende il Texas, dove troverai alcuni dei luoghi più iconici della Route66. Appena dopo il confine, a Shamrock si trova il frequentatissimo U-Drop Inn, un’antica stazione di servizio, la cui costruzione risale al 1936. Restaurata in perfetto stile art-decò, oggi è un punto di informazioni turistiche. Anche sul tratto texano della Route66 non mancano le stranezze. A Mc Lean, nel Devil’s Rope Museum potrai osservare la più grande collezione di filo spinato al mondo. A Groom una grande cisterna d’acqua inclinata ti ricorderà sicuramente la nostra Torre di Pisa. Nella destinazione finale di questo tratto, si trova una delle più famose attrazioni della Route66: il Cadillac Ranch, una sorta di cimitero delle famose auto, che danno l’impressione di essere conficcate per metà nel terreno in posizione verticale.

Da Amarillo ad Albuquerque (New Mexico)

Sei a metà dell’opera. Lungo la strada da Amarillo si supera, infatti, il cosiddetto Midpoint, che segna la metà esatta della Route66. Il punto esatto si trova presso un caffè della cittadina di Adrian, dove potrai fermarti per una foto ricordo. Il New Mexico è uno Stato di grandi contrasti: immense praterie, imponenti montagne, case in stile messicano, giganti cactus e edifici moderni. A Tucumcari, un enorme sombrero segnala che sei arrivato al ristorante La Cita, mentre la enorme scritta al neon del Blue Swallow Motel è forse una delle piu belle di tutta la Route66. A Santa Rosa il percorso si divide in due diramazioni: a nord, il percorso più vecchio ti porterà verso antichi pueblos come Pecos, e la cittadina di Santa Fe. L’impronta dei nativi prima e degli spagnoli poi qui è inconfondibile. Anche Albuquerque ovviamente risente dell’influenza delle missioni spagnole: la Old Town conta numerosi edifici in stile adobe.

Da Albuquerque a Flagstaff (Arizona)

E’ l’ora del Grand Canyon State, l’Arizona. L’ultimo Stato prima di entrare nel tratto finale della Route66. A pochi passi dalla Petrified Forest e dal Painted Desert si trova la cittadina di Holbrook. Qui al Wigman Village Motel, le camere sono una fedele riproduzione delle tende dei nativi. A Winslow, la statua del cantante Glenn Frey vi accoglie a Standing on the Corner Park con una citazione di una famosa canzone degli Eagles: Well I’m a standing on a corner In Winslow, Arizona and such a fine sight to see“. Tra Winslow e Flagstaff potrai ammirare un grande cratere originato da un meteorite. Il Meteor Crater è considerato quello meglio conservato al mondo.

Da Flagstaff a Las Vegas (Nevada)

Da Flagstaff prosegui verso Williams: è il punto migliore per raggiungere il Grand Canyon National Park. Puoi decidere di lasciare qui l’auto e proseguire verso il parco a bordo della Grand Canyon Railway. Il treno raggiunge il Grand Canyon in un viaggio dal sapore molto western. Quello che ti aspetta nel parco ti lascerà senza fiato. Puoi goderti il panorama incredibile passeggiando nei percorsi segnalati del South Rim, oppure osservare il canyon dallo Skywalk, l’imponente piattaforma panoramica in vetro trasparente, che sporge sulla gola.

L’atmosfera della corsa all’oro caratterizza un pò tutto il percorso che dall’Arizona arriva in Nevada. Anche i motel che si trovano in questo tratto di Route66 ricordano le atmosfere di quell’epoca.

L’atmosfera cambia completamente a Las Vegas. Le luci sfavillanti, il lusso, il gioco d’azzardo: in questa città tutto sembra possibile e farsi tentare è davvero molto facile.

Da Las Vegas a Santa Monica (California)

Lasciamo l’atmosfera incredibile di Las Vegas per raggiungere l’ultima tappa del viaggio. Prima fermata a Needles, uno dei posti più caldi degli Stati Uniti. Qui ha vissuto per molto tempo Charles Schulz, creatore dei Peanuts. Prosegui nel Mojave Desert, dove incontrerai una serie di città ormai abbandonate. Gli edifici civici di un tempo sono diventati punti informativi per i visitatori odierni.

Dopo un panorama essenzialmente desertico, si giunge alla città di Barstow, dove ha sede un museo della Route66, il Mother Road Route Museum, con un’infinità di cimeli. La cittadina, inoltre, è ricca di murales che raccontano la storia della cittadina e di questa leggendaria strada. A Monrovia merita una visita lo storico Aztec Hotel. Inaugurato in concomitanza della Route66, colpisce per i suoi particolari esterni in colore verde e rosa, con motivi messicani. Sei già nel territorio di Greater LA, l’area metropolitana di Los Angeles. Manca davvero poco per raggiungere “The End of the Trail”. Il Santa Monica Pier, a un’ora circa di distanza, suggestivamente affacciato sull’oceano segna la fine di questo leggendario percorso.

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